Tuesday, April 19, 2011

Ciampino e mortadella

Scrivo dall'aeroporto di Ciampino, ma molto probabilmente invierò questo primo messaggio una volta in Francia. Decidere di aprire un blog è stato un passo abbastanza obbligato visto che scrivere a tutti separatamente prenderebbe un sacco di tempo. Tempo che, alla fine dei conti, non credo che avrò. Per di più, stilare una sorta di diario di bordo durante queste due settimane e mezza mi sembra una buona idea. Spero anche di riuscire a fare delle foto e a postarle su questo blog così che vi possiate rendere conto di dove sono e di che faccio. Non ho mai avuto un blog; cioè, ne ho aperto uno, ma mai usato, per cui vedremo come va. Naturalmente tutti i commenti sono più che ben accetti; credo che si possano scrivere commenti, no?!

Molte delle persone che inviterò a seguire il blog si conoscono già per vari motivi, altre non si conoscono affatto. Lo scrivere in italiano, almeno all'inizio, è una scelta abbastanza obbligata; però visto che vivrò in una famiglia anglofona penso e spero che l'inglese torni ad essere naturale e potrei decidere di passare a questa lingua di comunicazione, così da invitare persone che lo meriterebbero, anche se praticamente nessuna di queste lo ha come prima lingua né ho comunicato in inglese con loro in precedenza.

Comunque, per quelli che sono riusciti ad andare oltre questo pallosissimo preambolo passo adesso al fulcro mentre mangio una ciabatta con la mortadella davanti ai check-in easyJet che non c'entrano un cazzo con me, ma il volo è alle 22:05, so' le 19:31 e qua stanno le panchine.

Sono ovviamente eccitato all'idea di quanto mi aspetta, all'idea di zozzarmi le mani e di toccare con mano (in senso figurato, stavolta) che cos'è davvero sta cazzo di Permacultura che non mi abbandona il cervello da ormai più di due anni. Tutte le cose che ho letto, visto, di cui ho parlato con tutti i dettagli possibili a chiunque mi passasse a meno di un metro le vedrò dal vero! Le farò. Già da domani (martedì 19); molto più probabilmente da dopodomani. Quel pochissimo che ho fatto alla stazione con Paolo o a casa mia con mamma (principalmente) è solo una sbiaditissima piccola prova fatta a partire da concetti appresi sui libri o da altre persone e mai veramente visti in pratica. Adesso vado da gente che fa corsi, che vive di questo. Almeno spero.

Spero perché chiaramente se da una parte c'è eccitazione, dall'altra anche la paura è molto forte. Una così grande paura dell'ignoto non mi prendeva da quando me ne sono andato a Siviglia (gennaio 2007). Perché è da allora che non parto da solo, all'avventura. Ma la paura è anche e soprattutto perché quello che troverò potrebbe non corrispondere affatto alle mie aspettative e purtroppo devo ammettere di avere delle aspettative molto alte.

Vabbè, qua ci sta un'aria condizionata da vento polare e ringrazio la mia mente perversa di avermi fatto vestire Siberia-style per portarmi molte cose che altrimenti non sarebbero entrate in valigia. Anche se alla fine ho dovuto portare un bagaglio da imbarcare perché in quello a mano non c'entrava tutto, ci ho messo dentro tutto quello che avevo deciso di lasciare e alla fine il peso è giusto-giusto. Ma come cazzo fanno tutti questi in calzoncini e/o ciavatte?!

Ciabatta con la mortadella finita da un pezzo; mi sa che è meglio che lo chiuda sto computer, che è quasi scarico. Mi metterò a leggere il primo racconto del libro di Arthur C. Clarke.

Talk to you all soon!

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