Saturday, April 30, 2011

13. A la plage!

Oggi pomeriggio ho fatto un pedalata di una decina di chilometri verso la spiaggia. Sì, lo so che sono al centro della Francia, ma questa è una spiaggia sulle rive di un lago.

Bel giretto, campi e alberi dappertutto e poche case.

Al ritorno a casa la pentola era sul fuoco. In senso letterale perché fanno il fuoco all'aperto e sopra c'è un treppiedi con una catena e la pentola attaccata!

Friday, April 29, 2011

12. Go-od save the Duke and Duchess of Cambridge, Earls of Strathearn and Barons Carrickfergus!

Oggi la giornata è stata un po' lenta. Stamattina, dopo il quarto d'ora-venti minuti del giro-galline, i campeggiatori inglesi hanno mostrato a Steve e Fiona il progetto (in Permacultura) del loro terreno. Dopodiché S&F gli hanno fatto vedere il loro progetto e li hanno portati in giro a vedere tutte le parti dal vero. I campeggiatori se ne sono andati lasciando un obolo e portandosi indietro parecchi vasi con piante di fragola e molte idee a cui pensare per migliorare il loro progetto.

Anche questo è Permacultura: condividere, interagire, creare comunità.

Comunque siamo tornati in casa giusto in tempo per ascoltare alla BBC e vedere foto (sempre sulla BBC) del matrimonio (il video live non funzionava). Oh, sempre inglesi so' S&F!

Nel pomeriggio ho lavorato un po', poi ha piovuto, poi ho rilavorato, poi ha ripiovuto.

Prima della doccia però, una bella scarica di adrenalina! Mentre ero in camera rispondevo a uno dei miei possibili studenti su Livemocha, ho sentito un rumorino. Ho abbassato la faccia verso destra per guardare e mi sono accorto che c'era un calabrone che passeggiava tranquillamente sulla mia felpa, non lontano dal mio collo. PANICO! Anche se sgrullavo la felpa non se ne andava! Dopo un po' ha volacchiato verso la finestra e quando l'ho aperta è andato via. Na paura!

Per cena un bel coniglio ucciso e spellato da Steve l'altroieri. Gnammi!

Thursday, April 28, 2011

11. Una pecora chimico

Solo la morte m'ha portato in collina
un corpo fra i tanti a dar fosforo all'aria”

La madre di Willow è morta e questa è questa la fine che ha fatto. Cioè, non è che solo la morte ce l'abbia portata (in collina), ma è comunque lì che è andata a finire. Willow (Salice) è il nome assegnato questa sera all'abbacchietta bianca caciarona abbandonata dalla madre.

Ieri sera Steve l'ha trovata morta e stamattina l'ha messa nella carriola e è andato a lasciarla sotto un albero, al quale rilascerà nutrienti. Io ho chiesto: “Ma non puzza?” “La metto lontano dalla casa”. Non si butta via niente, un po' come il maiale: se si lasciano piante a decomporsi ai piedi di piante vive, perché non fare la stessa cosa con gli animali?

Dopo pranzo ho chiesto a Steve quando hanno avuto i primi volontari e lui è partito a raccontare varie (brutte) esperienze avute con diversi volontari. Abbiamo chiacchierato (specialmente lui) un bel po', poi abbiamo deciso di andare a lavorare e in quel momento è arrivata Fiona: erano le 5:15!

Io sono andato a piantare un filare dell'orto con i topinambur e dopo un po' ho sentito che chiacchieravano. È arrivata una famiglia e dopo un po' hanno cominciato a piantare una tenda.

Quando a cena ho detto che pensavo che i loro amici avrebbero cenato con loro, mi hanno detto che non li avevano mai visti prima: fanno Permacultura anche loro e volevano dare un'occhiata in giro e restare a dormire per la notte!

Wednesday, April 27, 2011

10. Forcone e rastrello e a lavorare!

Oggi mi sono messo forcone e rastrello, ho preparato una parte dell'orto e ho piantato amaranto, mentre Steve trapiantava piantine di fagioli yin yang nelle parti già pacciamate. Dici “ma come?” “ma non avevi già pacciamato l'orto?” “ma non avevi detto che in Permacultura la terra non si lavora?” “ma poi che cazzo è sto forcone e rastrello? Non è pala e picco che si dice?” Tutto vero. Ma...

Ma i semi di amaranto (grande pianta erbacea che produce tantissimi semi buoni da dare alle galline) sono piccolissimi. I semi così piccoli non si piantano perché gli serve la luce per germinare; si buttano su uno strato di terra smossa. E qui arrivano forcone e rastrello. Il forcone si pianta per 10-15 centimetri e si smuove quella terra. Il rastrello si usa per sminuzzare ancora di più la terra. Questo non rovina (troppo) il terreno; infatti, la vanga (peggio ancora la fresa, peggio ancora l'aratro, ancora molto peggio ancora il trattore) rovina la terra per almeno due motivi. Motivo numero 1, taglia e quindi uccide molti vermi, uno degli elementi che rendono ricco il terreno. Cosa più importante, i 20 centimetri più superficiali del terreno sono aerobici e ci vivono i vermi e tutti i microorganismi aerobici presenti. La parte sottostante è anaerobica e ci vivono gli organismi anaerobici. Se si va oltre i 20 centimetri si invertono le posizioni dei due gruppi di organismi: i vermi vanno sotto e in molti muoiono soffocati (quando non vengono spappolati prima) e così gli altri organismi aerobici. Gli organismi anaerobici vengono buttati all'aria e uccisi anche loro. Così facendo il terreno si impoverisce incredibilmente.

Dice Steve.

Tuesday, April 26, 2011

9. Chiacchiere spinose

Madò, dappertutto m'hanno graffiato! Oggi pomeriggio ho tagliato una siepe di prugnoli, biancospini e rovi per tutto il pomeriggio... La siepe è quella che si vede nella foto (tra quello che sarà l'orto e il prato dove adesso pascolano le mucche)- Ma stamattina, quando abbiamo cominciato a tagliare (in due) mi sono bucato la punta dell'indice e ancora mi fa male. Perché? Le spine del prugnolo sono velenose! Dice Steve.

Subito dopo pranzo sono venuti a trovare Steve & Fiona due amici (inglesi). S&F già erano fuori al sole, ma si sono intrattenuti con loro (e me) a chiacchierare per un bel po'. Niente “ti dispiace se continuo a fare quello che stavo facendo perché altrimenti poi non faccio in tempo a finire prima di...” o “scusate, ma non aspettavo visite e stavo uscendo” o, una volta andati via gli ospiti: “porco qua e porco là! Adesso ci dobbiamo sbrigare per...”. Relax. Tutto si ferma e si chiacchiera finché si vuole.

Monday, April 25, 2011

8. Una, dieci, cento Pasquette!!!

Dopo pranzo Steve aveva mal di testa, per cui è andato a letto. Mentre io trapiantavo piantine di cavolo romano (77!) è tornata Fiona e quando ho finito sono tornato dentro. Steve era sceso, e Fiona stava filando la lana. Ho preparato il tè e mi sono seduto a guardare. Steve aveva Asha addormentata in grembo, Moss accovacciato ai suoi piedi. Pace! Ha cominciato a piovere (e stamattina avevamo fatto 3.000 viaggi per innaffiare le piante).

All'aria aperta, un sacco di prati e alberi e altre piante e animali: Pasquetta 365 giorni all'anno! E poi, visto che a Pasquetta non manca mai, ha pure piovuto.

E di nuovo mi chiedo: ma che vuoi di più?

Sunday, April 24, 2011

7. Booooooooored!

Ma che cazzo continua a strillà Asha? Sarà almeno mezz'ora che strilla e ancora non è suonata la sveglia. E ieri sera quando mi so messo a dormì era l'una e strillava come non ha mai fatto prima. Poi suona la sveglia, scendo giù (sempre accompagnato da continui belati isterici) e Asha non è Asha. Nel contenitore dove dorme c'è un agnello tutto bianco. Mi spiegano che ieri sera è nata un'altra pecorella, anche lei non accettata dalla madre. Andiamo quindi ad acchiappare la madre (compito molto difficile, visto che corre come un'assatanata) proviamo a farla allattare, ma senza fortuna, per cui prendiamo la mamma per le zampe e la trasportiamo fino a un box nella stalla dove la chiudiamo con la rumorosa figlioletta. Ogni due ore la forzano ad allattare.

Il resto della giornata passa nella noia e nella nullafacenza.

Non scrivo di più, visto che nessuno leggerà; starete tutti a preparà la Pasquetta, no?!

Saturday, April 23, 2011

6. Emozioni miste

Stamattina quando me l'hanno detto non ci potevo credere: “Today's your day off. And tomorrow too. We don't want to make you work during the weekend”. Giorno libero oggi e domani. Perché i diritti dei lavoratori valgono anche per i volontari! Comunque dopo colazione abbiamo portato Asha con le altre pecore. E' stata per un po', ma un paio d'ore dopo Fiona è andata a darle il latte e Asha l'ha seguita. Asha è la pecorella, per chi non l'avesse capito. Come gli altri animali il suo nome viene da una pianta: ash (frassino). Le mucche si chiamano Poppy (Papavero) e Chamomile. Poi sono andato al supermercato con Fiona e mi ha fatto vedere un po' la zona qui intorno: pieno di alberi e di verde!


Al ritorno ho appreso di Franco. Se n'è andato come ha sempre detto che avrebbe fatto, però è stato un brutto colpo. Se per caso qualcuno che mi legge potesse, desse un forte abbraccio ad Angela.


Oggi pomeriggio è venuto un gruppo di 11 olandesi. Hanno comprato un posto qui in Francia e uno di loro, che ha fatto un corso sulla Permacultura, voleva far appassionare gli altri. Visti i commenti credo proprio ci sia riuscito!

Steve ha fatto una presentazione in cui ha fatto vedere tutto il loro progetto e quello che hanno realizzato e tutti i pezzi che ho raccolto in questi giorni sono andati al loro posto. Questi hanno tutto! Tutto ha senso. Già adesso producono il 90% di quello che consumano (il 100% di carne), la legna e il pannello solare gli danno tutta l'acqua calda, il riscaldamento e l'energia per cucinare. Presto si produrranno anche l'elettricità e quel po' di cereali che gli servono. Già adesso vivono con circa 6000€ all'anno, comprese le bollette. E fanno una vita da paura, all'aria aperta, senza dover andare in palestra per fare esercizio. Animali, profumi, suoni, niente puzze e pochi rumori molesti (qualche macchina ogni tanto e qualche macchina agricola dei vicini). Che vuoi di più?

Friday, April 22, 2011

5: Chi vivrà vedrà

Tutto dipende da quello che vuoi. Tutto dipende dalla vita che vuoi fare. Tutto dipende dal design. Tutto dipende dall'osservazione. Tutto dipende dal numero di persone coinvolte. Tutto dipende dal tipo di animali che si vogliono allevare e dal loro numero. Tutto dipende da un sacco di cose, insomma.

Oggi Fiona non è andata al lavoro (vacanze pasquali) e ci sono stati diversi discorsi sulla Permacultura. Generali o più mirati/sulle varie tecniche. I “risultati” sono stati molteplici. Parlando in generale, secondo Steve, Permacultura non è fare un orto-foresta o creare un orto con conformazione a buco della serratura. Loro non hanno buchi di serratura (a parte un piccolo orto per le piante officinali) e hanno creato un orto-foresta solo a fini educativi, per far vedere alle persone dei loro corsi che funziona. In realtà non ne avevano bisogno. Coltivare (o allevare) il proprio cibo non è Permacultura. Certo è una parte importantissima, ma non tutto. Lui ha detto, per esempio, che già comprare cibo è Permacultura; comprando cose genuine si spingono gli agricoltori a coltivare in un certo modo, mentre se si comprano cose di bassa qualità si disincentivano. Certo non è che lo dovesse dire lui, ma non ci avevo mai pensato come Permacultura. Cultura. In effetti ci sta. Viaggiare il meno possibile (consumando così sempre meno carburante) è Permacultura. E questo già mi fa venire i brividi, visto che il viaggio mi definisce. Consumare meno energia possibile è Permacultura. Prodursi la propria energia è Permacultura. Io lo riassumerei dicendo che una delle definizioni può essere diminuire il proprio impatto. Fino a raggiungere l'autarchia. Creando allo stesso tempo una comunità. Ma ci vuole tempo.

Per quanto mi riguarda, più il tempo passa, più vedo cose che funzionano e cose che funzioneranno, cose che cambiano e cambieranno e “nasceranno”. Tutto secondo il design, che comunque cambia pure lui. Oggi ho pacciamato l'orto, preparandolo per la semina in un paio d'ore! Un breve dato tanto per parlare di cose che funzionano. Più vedo queste cose più l'eccitazione aumenta, più i dubbi e le paure aumentano. Quelli ci sono sempre.

Steve e Fiona sono un nucleo. Hanno figli (avuti da relazioni precedenti) della mia età o più piccoli sparsi per tutto il mondo ai quali non interessa quello che loro stanno facendo. Eppure loro hanno la forza di seguire il loro sogno. Se ne sono venuti in Francia senza conoscere una parola di francese solo perché gli piaceva e sono venuti qui per fare quello che volevano. Che poi mi chiedo: fare quello che ci piace è seguire un sogno? Non dovrebbe semplicemente voler dire “vivere”? Io non sono un nucleo. Io sono io. Riuscirò a creare un nucleo? Non parlo di relazioni sentimentali.

Porcaputtana (tanto per non nominare quel signore che vive in cielo con barba e capelli bianchi, anche se stando a quanto si dice “è ovunque” e “non ha connotazioni sessuali”), tutti quei discorsi di oggi m'hanno fatto diventà filosofico.

Chi vivrà vedrà.

Thursday, April 21, 2011

Post 4: Na giornata sana a facià sdrica! Per i non ciociarofoni: "un giorno interno falciando ortiche!"

Bere il tè in silenzio. Questa sì che è una bella sensazione. Fuori c'è il sole e già comincia a fare caldo ma c'è l'abbacchietta da allattare, per cui ogni paio d'ore si torna dentro e, visto che si è dentro prendiamo un tè. Che poi per tè non si intende solo il tè (che infatti non abbiamo mai bevuto), ma qualsiasi infuso o tisana. Qualsiasi bevanda calda non alcolica. Comunque, dopo il momento divertente dell'allattamento beviamo il tè in silenzio, ognuno coi propri pensieri. Silenzio che non si sentono macchine, la pecorella dorme o quasi, il cane non abbaia (lo fa solo quando vuole giocare). Si sentono degli uccelli, questo sì. Davvero bello!

Stamattina poi ho portato io da mangiare alle galline. Vabbè, alla fine m'ha accompagnato lui perché non mi ricordavo dove erano, ma sto posto è grande 6 ettari e le galline stanno in 5 posti diversi! Dopo le galline e la colazione sono andato a falciare ortica e così per due ore. Come ho già detto, l'ortica la mangeranno domani o dopodomani le mucche e/o le pecore. A quella tagliata ieri (che era molta meno) ci hanno già pensato le pecore. Quindi abbiamo allungato una rete, pranzetto veloce-veloce e di nuovo a falciare ortiche fino alle 6:15.

Comunque una cosa strana è che Steve lavora sempre in pantofole. Io so' venuto qua che sembra che dovessi fare lo sbarco in Normandia, invece sai le pantofole con dentro la pelliccetta che portava nonna 10 anni fa. Proprio quelle. E niente calzini. Anche quando torna Fiona lavora in pantofole. Torna perché lei lavora in una fabbrica di formaggio (“She works at the cheese factory...” ;-) ).

Loro adesso guardano qualche telefilm poliziesco come mi sembra facciano tutte le sere; per me, invece, credo sia finalmente arrivato il momento di finire The Innocents che ho cominciato un paio di settimana fa, sembrava molto bello, ma non ho più avuto tempo di finire.

Wednesday, April 20, 2011

A grandissima richiesta, Post n° 3: Abbacchiooooo!


Stamattina ci siamo accorti che erano nati due agnellini. Mentre il maschio stava bene, la femmina era ancora tutta sporca e dopo poco abbiamo capito che non era stata accettata dalla madre. Così la giornata è stata interrotta frequentemente perché Steve potesse allattare la piccola. Devo però dire che tutto è stato molto più rilassato di quanto pensassi.

Dopo aver dato da mangiare a galline sparse qua e là (a seconda della loro razza e scopo), mucche, maiale e per l'appunto pecore (il tutto in una mezz'oretta) siamo tornati in casa e abbiamo fatto colazione, oltre ad aver dato il primo pasto all'abbacchietta. Tornati fuori siamo andati a tagliare delle ortiche di cui si nutriranno presto le pecore (dopo un po' non pungono più). Steve mi ha parlato delle mille cose buone dell'ortica, dall'uso come medicina a quello come birra.

Di nuovo in casa, tè (e latte per la bestia belante) e di nuovo fuori. Da mangiare ai conigli (5 minuti) e poi abbiamo tolto un po' di erbacce nell'orto. Pranzo in casa un po' per tutti e di nuovo fuori, pacciamatura (solo paglia!) di due filari dell'orto e, alle 17:30 Steve mi dice “ok, the rest of the day is up to you”. Praticamente lavoro 0. Ora però è tornata Fiona e cercheremo di prendere la madre degli agnellini e di farglieli accettare tutti e due o di mungerla, perché il primo latte (che non è proprio latte) è importante per la salute dei piccoli. Comunque durante tutta la giornata ho ricevuto più informazioni di quante ne possa ricordare...

Dopo essere riusciti a rinchiudere la madre abbiamo dovuto forzare la figlia a ciucciare, visto che è già completamente imprintata e la sua mamma è Steve! La sua vera madre non ne vuole sapere di lei e la cosa è reciproca.

Tuesday, April 19, 2011

Post numero 2: Permaculture Eden dopo Londra e Limoges

So che due post insieme è già un bel volume, ma vorrei scrivere tutti i giorni, anche poco, per cui ci provo.
Dopo un viaggio lungo e stressante, di cui vi risparmio volentieri i particolari, alla stazione di Argenton-sur-Creuse arriva questa Fiesta rossa con dentro sto tizio dall'aria simpatica e il capello brizzolato (Steve) e il suo cane Moss (Muschio). Nella mezz'oretta di viaggio verso casa sua ci siamo scambiati informazioni generali sulla vita (lui nato a Singapore da genitori inglesi e vissuto un po' qua e un po' là) e la Permacultura. A casa ci aspettava sua moglie Fiona una signora bionda e rilassata
con gli occhi chiari. Dopo essermi istallato abbiamo cenato fuori con verdure e riso e chili cucinati sulla rocket stove all'aperto. Prima e dopo cena mi hanno dato diverse dritte sulla rocket stove stessa (come migliorarla rispetto agli schemi che avevo: lui ha cucinato tutta quella roba con due o tre rametti da una trentina di centimetri), che piante fanno cosa, nomi di piante in inglese, libri e video interessanti, ecc.
Ho pure fatto un giretto veloce del posto: la stagione qua è molto ritardata rispetto all'Italia, per cui le piante stanno appena cominciando a vegetare, ma neanche tutte.
Lui poi m'ha pure rimesso a posto la connessione al computer!
Ora vado a nanna che dopo una "nottata" (qualche ora) sul pavimento dell'aeroporto sto stanco morto e domattina sveglia alle 8.

Ciampino e mortadella

Scrivo dall'aeroporto di Ciampino, ma molto probabilmente invierò questo primo messaggio una volta in Francia. Decidere di aprire un blog è stato un passo abbastanza obbligato visto che scrivere a tutti separatamente prenderebbe un sacco di tempo. Tempo che, alla fine dei conti, non credo che avrò. Per di più, stilare una sorta di diario di bordo durante queste due settimane e mezza mi sembra una buona idea. Spero anche di riuscire a fare delle foto e a postarle su questo blog così che vi possiate rendere conto di dove sono e di che faccio. Non ho mai avuto un blog; cioè, ne ho aperto uno, ma mai usato, per cui vedremo come va. Naturalmente tutti i commenti sono più che ben accetti; credo che si possano scrivere commenti, no?!

Molte delle persone che inviterò a seguire il blog si conoscono già per vari motivi, altre non si conoscono affatto. Lo scrivere in italiano, almeno all'inizio, è una scelta abbastanza obbligata; però visto che vivrò in una famiglia anglofona penso e spero che l'inglese torni ad essere naturale e potrei decidere di passare a questa lingua di comunicazione, così da invitare persone che lo meriterebbero, anche se praticamente nessuna di queste lo ha come prima lingua né ho comunicato in inglese con loro in precedenza.

Comunque, per quelli che sono riusciti ad andare oltre questo pallosissimo preambolo passo adesso al fulcro mentre mangio una ciabatta con la mortadella davanti ai check-in easyJet che non c'entrano un cazzo con me, ma il volo è alle 22:05, so' le 19:31 e qua stanno le panchine.

Sono ovviamente eccitato all'idea di quanto mi aspetta, all'idea di zozzarmi le mani e di toccare con mano (in senso figurato, stavolta) che cos'è davvero sta cazzo di Permacultura che non mi abbandona il cervello da ormai più di due anni. Tutte le cose che ho letto, visto, di cui ho parlato con tutti i dettagli possibili a chiunque mi passasse a meno di un metro le vedrò dal vero! Le farò. Già da domani (martedì 19); molto più probabilmente da dopodomani. Quel pochissimo che ho fatto alla stazione con Paolo o a casa mia con mamma (principalmente) è solo una sbiaditissima piccola prova fatta a partire da concetti appresi sui libri o da altre persone e mai veramente visti in pratica. Adesso vado da gente che fa corsi, che vive di questo. Almeno spero.

Spero perché chiaramente se da una parte c'è eccitazione, dall'altra anche la paura è molto forte. Una così grande paura dell'ignoto non mi prendeva da quando me ne sono andato a Siviglia (gennaio 2007). Perché è da allora che non parto da solo, all'avventura. Ma la paura è anche e soprattutto perché quello che troverò potrebbe non corrispondere affatto alle mie aspettative e purtroppo devo ammettere di avere delle aspettative molto alte.

Vabbè, qua ci sta un'aria condizionata da vento polare e ringrazio la mia mente perversa di avermi fatto vestire Siberia-style per portarmi molte cose che altrimenti non sarebbero entrate in valigia. Anche se alla fine ho dovuto portare un bagaglio da imbarcare perché in quello a mano non c'entrava tutto, ci ho messo dentro tutto quello che avevo deciso di lasciare e alla fine il peso è giusto-giusto. Ma come cazzo fanno tutti questi in calzoncini e/o ciavatte?!

Ciabatta con la mortadella finita da un pezzo; mi sa che è meglio che lo chiuda sto computer, che è quasi scarico. Mi metterò a leggere il primo racconto del libro di Arthur C. Clarke.

Talk to you all soon!