Wednesday, May 4, 2011

17. Glorious day: from parachuter to hedge layer!

Glorious day today! Questa è stata una delle prime cose dette da Fiona appena tornata dal lavoro mentre prendevamo un tè nella cucina all'aperto, contenti per aver finito il lavoro. Ed è vero, è stato davvero un giorno bellissimo: c'era il sole, ma non faceva troppo caldo, un po' di venticello, e in più io e Steve abbiamo fatto il lavoro per cui ho potato prugnoli durante i giorni passati. We layed the hedge.


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Abbiamo steso la siepe.


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Vabbè, a quanto pare è una tecnica molto usata in Inghilterra. Non so se si fa pure da noi, io non l'avevo mai visto, per cui se qualcuno ne sa qualcosa parli ora o taccia per sempre!

Praticamente si fa crescere una siepe non molto densa più del dovuto, dopodiché si vede la pendenza del terreno. Nel nostro caso guardando la siepe la parte a sinistra è più in alto. Si tagliano tutti i rami nella parte sinistra degli alberi (quello che ho fatto i giorni passati e poi si segano gli alberi vicino al terreno sulla destra per circa tre quarti dell'ampiezza del tronco e poi si stendono verso sinistra.

In questo modo l'albero non muore perché la linfa può continuare a salire visto che la punta dell'albero seguendo la salita è sempre più in alto della base. In più i rami dell'albero continueranno a crescere non più nella direzione del tronco, ma verso l'alto. Dopo poco tempo la siepe sarà molto più densa!

Inoltre, durante le lunghe pause tè, grazie a domande che avevano poco a che fare Steve mi ha raccontato un po' della sua vita adulta. Dal suo passato nei paracadutisti a cui ha accennato brevemente, ma che a mio avviso spiega i grossi tatuaggi che gli coprono le braccia e che si vedono quando le maniche della maglia si alzano un po'. Al suo volontariato nei Samaritani (gente che aiuta chi ha problemi e magari sta pensando al suicidio) al lavoro come psicologo. Infine mi ha parlato del periodo tra paracadutista e psicologo quando, anche grazie alla sua esperienza nell'aikido, era ufficialmente autista di un tizio, in pratica la sua guardia del corpo! E sapevo già che è stato un programmatore Microsoft e è un appassionato tornitore di legno!! Pensano di aprire un negozietto già l'anno prossimo.

E adesso mi sa che è proprio ora di fare le valigie...

Tuesday, May 3, 2011

16. Delirio anticapitalista o semplice buonsenso?

La casa non ha chiavi. Vabbè, dici, c'è solo la stanza loro e quella tua e ognuno ha il suo bagno, a che serve la chiave?

Il fatto è che proprio la casa non ha chiavi. Neanche la porta principale. C'è a malapena una maniglia e noi andiamo a lavorare abbastanza lontano dalla casa perché non si senta niente di quello che succede lì intorno. Che poi non è che succeda niente. Per esempio sabato io sono andato in spiaggia e loro non so dove e non c'era nessuno! E non c'è neanche il cancello! La porta principale sta a 5 metri dall'entrata.

Per cui ti chiedi: ma non hanno paura? Ma paura di che? Non hanno mica i soldi, i gioielli, una macchina lussuosa, televisore al plasma o senza plasma-videoregistratore-dvd-bluray-stereo-surround-microonde-lavastoviglie-quadri-lampadaridicristallo-vestitidaduemilaeuro(maneanchedacento)-motoseghedecespugliatorimotociclettemotorinicarricarretticarriarmatitrattorivinicostosimacchinefotografichepellicceplaystation123nintendoxboxservizidiposated'argento... L'unico elettrodomestico che potrebbe valere qualcosa è il computer, perché poi oltre a quello non c'è nient'altro. Certo poi c'è un altro computer più vecchio con il proiettore attaccato nel fienile. Che sarebbe dove ci sono le parti teoriche del corso. Anche quello completamente incustodito, s'intende. Eppure non c'è nessun tipo di preoccupazione.

Cosa più importante, Steve & Fiona sono senza ombra di dubbio le persone più felici che io abbia mai incontrato: mai un litigio, alzata di voce, niente. Hanno sempre il sorriso sulla faccia ed è un continuo chiedere: “is everything all right?”, “are you all right?”, “is everything ok?”, ecc.

La loro decisione di vivere una vita semplice, più a contatto con la natura e con le persone è decisamente vincente. Non è che me lo dovessero dire loro, ma vederlo dal vero è un'altra cosa: non è con i soldi, il possesso di sempre più cose, sempre più nuove, sempre più belle, più grandi che si misura la qualità della vita. Anzi, semmai è proprio il contrario. È quando si riesce ad apprezzare le piccole cose che si vive davvero bene. Ad apprezzare quelle cose che di solito si danno per scontate, ma che, proprio perché scontate, sono una mancanza costante nella vita di molti.

Respirare aria pulita, ascoltare rumori della natura (e non di macchine), veder spuntare il primo germoglio, lavorare sotto il sole e poi fermarsi per un bicchier d'acqua (o di tè), vedere che le pecore, dopo essere state spostate in un nuovo campo con l'erba alta, sono contente, veder allattare, giocare col cane mangiare del buon cibo, mangiare del cibo che non esce da una scatola di plastica, il silenzio e mille altre cose.

Monday, May 2, 2011

15. Rilassamento galattico-bucolico

Leggere di scelte epocali durante viaggi interplanetari, di ritrovamenti di manufatti sul suolo lunare, con in sole che va verso il tramonto a ore dieci, un piccolo stagno a ore quattro e un'infinità di suoni tutto intorno. Cinguettii, bombiti, chioccolii, friniti, belati, ronzii, chioccii, muggiti e mille altri suoni a cui non so dare il nome (anche quelli che ho scritto li ho trovati su internet...). Gracidii ancora no, perché ci sono appena i girini e ho visto un rospetto e un tritone. Certo ogni 5-10 minuti si sente anche una macchina-razzo, visto che la strada (un lungo rettilineo) è a una decina di metri dietro di me, al di là degli alti biancospini. Comunque leggere in queste condizioni è davvero un'esperienza da provare!

Stamattina ho tagliato prugnoli dalle dieci alle tre meno un quarto. Oltre agli infiniti prunus spinosa ho tagliato purtroppo anche un giovane castagno che non era stato piantato, avevo scoperto venerdì, ma, preso dalla furia del taglio e sommerso di spine non ho visto.

Dopo pranzo Steve è andato a riprendere Fiona, al suo ritorno gli ho chiesto se non dovevo fare niente nel pomeriggio e lui “no no, hai tagliato la siepe, domani continuiamo”.

Per cui doccia e poi mi sono abbandonato a questa bellissima scena bucolico-spaziale.

Aaaaah!

14. Caccia alla pecora computerizzata

Stamattina le pecore si sono convinte che l'erba del vicino era più verde, per cui sono scappate due volte attraverso il filo spinato, perdendo anche un po' di lana. Per cui abbiamo dovuto fare la caccia alla pecora e poi spostarle da un'altra parte.

Per il resto della giornata computer, computer, computer, lettura, computer. :(